I pensieri di Vito Anastasiatis Masdea

Una mattina svegliandomi e stiracchiandomi pigramente, guardo la luce del sole filtrare dalla finestra: quale ruolo ho in questo infinito Universo ? Mi torna alla mente quel bambino, timido ed impacciato in quei pantaloni diventati troppo corti. Mi tornano alla mente i suoi incubi, le sue paure, paure che non poteva confidare. Il destino lo voleva uomo anzitempo, troppo presto ha dovuto lasciare i giochi d'infanzia per la dura vita.

Lo spazio per vivere è una conquista. Era deriso, umiliato, beffato, ma mai aveva dato sfogo alla violenza. solo il buio gli era amico, era il suo mondo fantastico, l'invenzione per sopravvivere. I sogni quelli non potevano toglierglieli. 

Il pianto nella notte, cancellava quelle frasi a mezza bocca, quelle allusioni, che ingoiava rassegnato, convinto in una Giustizia, una parola vuota di significato, vinceva sempre l'ingiustizia. 

Lo vedo correre nei campi profumati, che bello veder crescere i fiori, le piante, assaggiarne i sapori e sentirne il profumo, toccare gli insetti ! Rinchiudere le lucciole nel barattolo per sognare, ammirare con invidia gli uccelli liberi di volare via, padroni del cielo !

Aveva la convinzione di essere nato in un mondo sbagliato. Si sentiva un pesce fuor d'acqua, lui era sempre il diverso, in un mondo ingiusto dove chi non rientra nei canoni viene additato. Vedo la mamma sdraiata sul letto, piange e singhiozza, troppe volte è stata costretta a dire no.

Lei che avrebbe dato la sua vita, aveva rinunciato a tutto per lui, al lusso della famiglia, che l'aveva scacciata per averlo scelto. Una scelta costata troppo cara... Ma l'amore era troppo forte, gli bastava vederlo sorridere per ripagarla di tutte le sofferenze, le fatiche e le umiliazioni. La vedo più tardi angosciata sul pianerottolo in attesa, un attesa che non gli faceva pesare. La paura delle cattive compagnie, la paura della cattiveria della vita. Era tormentata dalle visioni struggenti che il suo lavoro la costringeva a vedere. I malati erano un po tutti i suoi figli.

CONTINUA

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