Prof. Antonio Malmo

Il panorama delle arti figurative, a livello internazionale, sta vivendo momenti quanto mai critici per la carenza di valori universali, sia per il passato “determinato” da successi più o meno “storicizzati” , sia per le tante avanguardie, che traevano spunti “originali” per le loro tematiche e la loro ricerca, per cui la conseguenza risulta una attuazione di “specifiche” esperienze, o motivazioni programmatiche. Pur tuttavia, qualche volta in questo contesto, capita di apprezzare la validità e la  “modernità” della pittura di alcuni artisti emergenti, per gli “interessanti” contenuti delle loro creazioni artistico-culturali. A mio giudizio, la pittura di Vito Anastasiatis masdea rientra nell’ottica di quanti oggi avvertono l’urgenza di evidenziare le mille “problematiche” aperte, nelle società contemporanea, sempre più avvilita ed umiliata dal sistema dominante, che tenta di levellare le “coscienze” , l’estro e la fantasia di quelli spiriti che “sfuggono” e “sentono” diversamente senza uniformarsi alla “volonta” di potenza del sistema stesso. Vito Anastasiatis Masdea possiede una personalità artistica quanto mai singolare, acquisita attraverso le molteplici ed interessanti esperienze pittoriche, validissime, ricercando e “riferendo” espressivamente sempre la pregiosità del lato poetico insito in tutte le manifestazioni della natura. La sua tavolozza, abbastanza mossa e variegata, è ricca di colori vibranti e pastosi, per cui le sue “creature” dipinte, come si può ben notare, spaziano nel contesto dell’opera con una fluidità delle masse cromatiche che “delineano” ,”suggeriscono” e “sfumano” tra atmosfere astratto-informali. lungi dal rincorrere la presa fotografica di un paesaggio, o di una figura o di una natura “silente”  come la definiva il rimpianto Mestro Giorgio de Chirico. Per la creazione artistico-culturale il Maestro preferisce “cogliere” la realtà in sè, sfuggendo perciò all’effetto realistico per la “resa” cromatico-descrittiva, alla ricerca di sempre più palpitanti emozioni, carpendo così l’attenzione e trasportandola con la vivacità e la  libertà  della sua  fantasia verso ben altri lidi, lontano dal caos e dal marasma ambientale e sociale, evidenziano con “forte espressività” gli squilibri esistenti nell’ecosistema. La sofferenza, la noia, la rabbia, il rancora, la crisi esistenziale dell’uomo contemporaneo, si può ben notare nella presenza dei colori bruno vaganti nelle sue opere, mentre è visibile il lato poetico delle sue “creazioni” nell’amalgama delle varie tonlità dei gialli, dei rossi, dei bianchi e degli azzurri, che accennano e si spingono ben oltre l’esiguo spazio della tela. Indubbiamente, Vito Anastasiatis Masdea possiede degli eccellentismi stilemi, infatti si può percepire la singolarità delle sue “campiture” e la maestria nel deliniare le profondità prospettiche con un marcato rimando onirico ai tempi e ai luoghi a lui cari della fanciullezza e della giovinezza, ricreando lo spirito di poetici paesaggi quanto mai suggestivi ed indimenticabili “riapparsi” alla sua memoria, evocati dal profumo dell’animo, a ricordo dei suoi anni trascorsi al sud, arsi e bruciati, ma pur sempre affascinati e ricchi di colori unici. Alle brumose e fredde atmosfere egli preferisce l’azzurrità dei cieli e le verdi zolle della campagna meridionale, ricca di tradizioni, di miti e leggende che si richiamano, talvolta fortemente, alla sua origine ellenica. Per tutto ciò, mi sembra doveroso richiamare l’attenzione del pubblico e della critica, la più specializzata, per valorizzare i significativi messaggi contenuti nella pittura di Vito Anastasiatis Masdea. AD MAIORA !!!

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