Lo spazio per vivere è una conquista.

fantas02     Una mattina svegliandomi e stiracchiandomi pigramente, ***quardo la luce del sole filtrare dalla finesta: quale ruolo ho in questo infinito universo? Mi torna alla mente quel bambino, timido ed impacciato in quei pantaloni diventati troppo corti. Mi tornano alla mente i suoi incubi, le sue paure, paure che non poteva confidare. Il destino lo voleva uomo anzitempo, troppo presto ha dovuto lasciare i giochi d’infanzia per affrontare la dura realtà della vita.

Lo spazio per vivere è una conquista. Era deriso, umiliato e beffato, ma mai aveva dato sfogo alla violenza, solo il  buio gli era amico, era il suo mondo fantastico in cui rifugiarsi, l’invenzione per sopravvivere. I sogni quelli non potevano portarglieli via.

Il pianto nella notte, cancellava quelle frasi a mezza bocca, quelle allusioni, che ingoiava rassegnato, convinto in una giustizia, una parola vuota di significato, vinceva sempre l’ingiustizia.

Lo vede correre nei campi profumati, che bello veder crescere i fiori, le piante, assaggiarne il sapore dei suoi frutti, sentirne il profumo, toccare e accarezzare gli insetti e gli animali! Rinchiudere le lucciole nel barattolo per portarsele a letto, godere del volo luminoso, per liberarle al mattino, ripetendo il gioco per tutta l’estate. Sdraiato sul prato, ammirava con invidia gli uccelli  volare liberi, padroni del cielo!

Aveva la convinzione di essere nato in un mondo sbagliato. Si sentiva un pesce fuor d’aqua, lui era sempre il diverso, in un mondo che riteneva ingiusto, dove chi non rientra nei canoni viene additato, quai a nascere diverso. Vedo la mamma sdraiata sul letto, piangere e singhiozzare, troppe volte è stata costretta a dire no per la mancanza di denaro.

Lei che per lui avrebbe dato la vita, aveva rinunciato a tutto per lui, al lusso della famiglia, che l’aveva scacciata per aver scelto di tenere questa vergogna, una scelta costata troppo cara………..Ma l’amore era troppo forte, gli bastava vederlo sorridere per darle la forza di continuare ad affrontare le avversità che la vita le aveva riservato. Vorrei ripagarla di tutte le sofferenze, le fatiche e le umiliazioni. La vedo più tardi in trepidante attesa, un’attesa d’angoscia per paura delle cattive compagnie.

La vita l’aveva portata a lavorare in un luogo di sofferenza, di bambini ne aveva visti migliaia susseguirsi in quei lettini, li amava tutti come suoi figli, temeva che mi capitasse qualche incidente, l’incoscienza dei giovani ne porta tanti a passare da quelle stanze, solo per una ragazzata, basta un attimo e la vita è distrutta.

Vedo un ragazzo partire lontano, perchè alle lacrime non si aggiungessero altre lacrime, con lui un bagaglio d’inesperienza, pau re dell’ignoto, sogni e speranze. Vedo onde alte e nere, con il buoi del mare tutto intorno a rappresentare l’ignoto, ogni onda un ricordo di casa, a volte un sorriso, alleggerisce le fatiche delle navigazioni. Si sente un paladino d’altri tempi, un eroe che vorrebbe riparare le ingiustizie ed i torti, distribuire felicità,un sogno ricorrente che lo vede come un eroe, ma è solo una goccia nell’immenso oceano dell’egoismo.

Vedo un uomo tornare, curvo sotto il peso delle esperienze: Quante ingiustizie, quante delusioni, quanti bocconi amari, quante rinuncie, quante lacrime di rabbia……..! Ha visto nascere, morire,e soffrire, ha capito l’importanza della vita. Giunto a casa trova la mamma nel letto d’ospedale ormai con i giorni contati, un cancro la divora, nonostante il prodigarsi dei medici, non le lasciano speranza,la sua unica preoccupazione è di sapermi solo, gli ultimi giorni l’ho vista consumarsi in quel letto ormai troppo grande, non riusciva a sdraiarsi, nonostante l’ausilio dell’ossigeno faticava a respirare, il periodo più brutto della mia vita, mi sentivo impotente, non accettavo l’ingiustiza della vita, ma lei calma mi spiegava che la morte è solo una fase della vita, non dobbiamo temerla è solo una transizione, da un mondo di sofferenza ad un eterno periodo di serenità, la sera prima della sua dipartita mi ha confidato di aver visto Padre Pio che la invitava a seguirlo, a volte credere aiuta.

L’inizio di una nuova stagione non si presenta facile, ma la caparbietà e la voglia di emergere lo aiutano ad affrontare e superare prove sempre più dure, spesso si chiede se davvero ne vale la pena! L’amore per suo figlio gli regala nuova energia e si dedica ad esso con tutto l’amore di cui è capace, sino al momento che questo divenuto uomo, prende la strada che il destino gli ha riservato.

La vita ci insegna come ogni forma vivente ha un ruolo importante nel sistema “vita”. Sa che ha il compito di lasciare una piccola traccia positiva del suo passaggio, qualcosa che viva oltre la morte. Rivedo ospedali e luoghi di dolore e sofferenze,vede alcuni combattere, altri rassegnarsi e abbandonarsi alle avversità della vita, accettare passivamente gli eventi. Sono tanti, troppi, stanchi, rassegnati e delusi.

Vedo depositi per anziani, o per chi non è proprio uguale agli altri, sono nell’anticamera della morte, guardano il vuoto,  forse sperano di trovare risposte che non avranno mai. E quando chiuderanno gli occhi, per concedersi il meritato riposo, forse si chiederanno ancora:Perchè?

Vorrei che gli umani possano vedere ancora tutti gli animali correre e vivere sereni nelle verdi praterie e foreste.

Vorrei che gli umani possano vedere ancora tutti gli organismi viventi nuotare in acque limpide.

Vorrei che gli umani possano vedere ancora tutti gli uccelli volare in cieli tersi.

Ma purtroppo vedo un mondo coperto di rifiuti, inquinato e supersfruttato, un mare gelatinoso e nero, l’aria è irrespirabile e gli occhi lacrimano. Ma sotto quei rifiuti,  un seme si fa largo a nuova vita. Mentre penso a tutta la mia esistenza, un brivido freddo corre lungo la schiena, gli occhi si fanno pesanti. Con la mano cerco di aggrapparmi alla figura che mi è vicina, il silenzio mi accompagna nel vuoto, il freddo è padrone e……..vedo una luce di speranza. La vita nonostante tutto continua.

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